27/09/2008 (Tino - SP) Santa Messa sull'isola di .

27/09/2008 (Tino - SP) Santa Messa sull'isola di Tino e visita al Museo Tecnico-Navale della Spezia      
Written by Delegation of Liguria and Piemonte   

Il 27 settembre, in un splendido Sabato di fine estate, si è svolta la giornata organizzata dalla Delegazione per la Liguria ed il Piemonte nel Golfo dei Poeti.

L evento, cui hanno partecipato il Presidente della Real Commissione per l Italia, Duca don Diego de Vargas Machuca, i Delegati di Lombardia, Principe don Vincenzo de Vera d Aragona, di Liguria e Piemonte, Nobile Avvocato Gianmarino delle Piane, e di Toscana, Nobile don Ettore d Alessandro dei duchi di Pescolanciano, oltre a numerosi Cavalieri e Dame, è stato particolarmente significativo.

Innanzi tutto per il luogo in cui si è svolto: l isola del Tino. Infatti, l isola, raggiunta con due mezzi navali messi a disposizione dalla Marina Militare, è posta all'estremità occidentale del golfo della Spezia e ha un fascino particolare ed esclusivo. Fascino dovuto alla sua normale inaccessibilità (essendo completamente zona militare), ma anche a quel misto di sacro e profano, indissolubilmente legati nella storia dell'isola. Da un lato quella di San Venerio, monaco vissuto in eremitaggio sull'isola tra il V e il VI secolo e i resti degli insediamenti monastici successivi; dall altro la storia secolare delle incursioni dei pirati saraceni, o le più recenti di contrabbandieri che usarono questi scogli e le grotte sommerse delle falesie come rifugi e nascondigli.

L insediamento monastico, che risale all anno 1050, ad opera dei Benedettini, sorge   su insediamenti molto precedenti che risalgono al santuario costruito sulla tomba di san Venerio dopo la sua morte, avvenuta nel 630 d.C.. Sono quindi resti di insediamenti monastici tra i primi in tutta Europa. La piccola Chiesa del Santo, in pietra portoro, estratta nelle vicine cave dell Isola Palmaria, è stata, dunque, la suggestiva cornice in cui è stata celebrata la Santa Messa. Suggestione accentuata dalla presenza del vessillo dell Ordine e dei Cavalieri Costantiniani in mantello.

I partecipanti hanno seguito con attenzione la celebrazione e la profonda ed ispirata omelia del celebrante, Mons. Giovanni de Negri, che ha richiamato l esempio proprio di San Venerio, marinaio e pescatore oltre che monaco. Vissuto a cavallo tra il VI e il VII sec. è stato si un asceta, ma anche uomo pratico, che ha aiutato i pescatori locali ad utilizzare la vela latina e ha indicato ai naviganti rotte sicure nella notte accendendo dei falò in cima all Isola (per questo motivo San Venerio è stato proclamato Patrono dei Fanalisti d Italia nel 1961). L attenzione verso il prossimo come dovere di ogni cristiano e, a maggior ragione, di ogni Cavaliere.

Al termine della Santa Messa sono stati presentati tre nuovi Cavalieri della Delegazione ligure, tutti e tre della Spezia; il Cavaliere di Jure Sanguinis Marchese Filippo de Benedetti, il Cavaliere di Merito con Placca d Argento Dott. Giorgio Bucchioni, ed il Cavaliere di Merito C.te Giuseppe Greco. La breve, ma comunque solenne cerimonia, ha visto la vestizione dei tre nuovi Confratelli da parte del Presidente della Real Commissione per l Italia, don Diego de Vargas Machuca.

La visita al complesso monastico ed al Museo Archeologico dell isola del Tino , hanno concluso la prima parte della giornata sull Isola del Tino. Il museo, allestito nel convento, espone reperti archeologici ceramici, vitrei e metallici provenienti dagli scavi dell'antico Monastero del Tino: monete romane, ceramiche arcaiche di tipo ligure-pisano e reperti lapidei.

Dopo la seconda colazione presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare, il gruppo si è recato presso il Museo Tecnico Navale , che si trova nel complesso della Porta Principale dell Arsenale Militare Marittimo della Spezia, complesso  militare che risale al 1861. Nel Museo, che è uno dei più importanti d Europa, sono contenuti vari cimeli che testimoniano le gesta della Marina Militare Italiana e di quelle preunitarie nelle varie battaglie che le hanno viste partecipi, a partire da Lepanto per arrivare sino ai giorni nostri. Tra i cimeli due mortai Carron da 325 mm. dell'anno 1825 che erano a difesa del cantiere di Castellammare di Stabia; forniti al re della Due Sicilie dalla celebre fonderia Carron (Scozia).

Terminata la visita al Museo è subito giunto il momento dei saluti, con la promessa di riorganizzare presto un evento in una terra tanto ricca come quella ligure.

L evento cui hanno potuto partecipare un numero limitato di confratelli in considerazione della particolarità dell area da visitare e delle procedure di trasporto, si è potuto svolgere grazie alla cortese disponibilità del Comando in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dell Alto Tirreno.

 

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