26/08/2009 (Pecolanciano) Celebrazione della...

26/08/2009 (Pecolanciano) Celebrazione della ricorrenza di S. Alessandro in Pescolanciano      
Written by Delegation of Tuscany   

Sabato 26 agosto si è svolta la consueta cerimonia di festeggiamento del Santo Martire Alessandro presso la Cappella Ducale del Castello d Alessandro di Pescolanciano, ove si conservano dal XVII secolo alcune sue reliquie (sterno,coste,ulna,carpali,rotula) richieste dalla Santa Sede alla Chiesa bergamasca di S.Alessandro, luogo sepolcrale del martire cristiano sin dal 303 d.c.. Il culto tramanda la storia di Alessandro, comandante romano di centuria della Legione Tebea (formata da soldati egiziani della Tebaide) presieduta dal generale Maurizio (poi Santo) ed inviata nel 301 in Occidente per combattere le tribu barbare dei Quadri e Marcomanni. Disubbidendo agli ordini degli imperatori Diocleziano e Massimiano  volti a perseguire e sterminare i Cristiani nelle zone controllate, la legione fu punita con l arresto e la condanna a morte nel Vallese. Alessandro riuscì a fuggire con altri commilitoni, riparando prima a Milano e poi a Como. Si rifugiò con l ausilio di S.Fedele e vescovo Materno, ma fu catturato a Milano e condotto presso l imperatore Massimiano che gli impose il sacrifico agli dei pagani. Subì la condanna alla decapitazione per il suo rifiuto di venerare tali divinità, sennonché al carnefice Marziano si irrigidirono le braccia nel momento in cui sguainò la spada. Riportato in carcere, Alessandro riuscì a fuggire, riparando nei boschi nei pressi del piccolo borgo bergamasco di Pretoria, sotto la protezione di un patrizio locale ove cominciò a predicare la fede cristiana e fare seguaci (Fermo e Rustico). Fu preso nuovamente dalla milizia imperiale e condotto innanzi alle statue pagane per costringerlo al sacrificio a tali dei. Al suo ennesimo rifiuto, seguì la definitiva decapitazione pubblica il 26 agosto 303. Le spoglie del martire Alessandro, il cui sangue fuoriuscito aveva generato dei candidi gigli bianchi,furono raccolte da Grata, figlia di Lupo, per una sacra sepoltura. Alcuni resti del corpo del martire giunsero poi a Pescolanciano per interessamento del duca Fabio d Alessandro (1626-1676) nel 1656 con indulto apostolico di papa Innocenzo X°  e venerati con antico rituale nel giorno della sua ricorrenza funebre.

Oggi, tale cerimonia è giunta al suo tredicesimo anno, da quando la cappella è stata riaperta al culto pubblico, ed i cavalieri Costantiniani hanno partecipato alla cerimonia per il secondo anno, testimoniando la loro vicinanza negli ideali storico-religiosi incarnati dal Santo. Don Ettore d Alessandro di Pescolanciano, tra l altro ospite con i cavalieri del Pinto alla solenne liturgia del 25 agosto in Bojano per le celebrazioni del patrono locale San Bartolomeo tenute da S.E. Rev.ma Mons. Gianfranco Maria Bregantini Arcivescovo di Campobasso-Bojano, dopo la Santa Messa sollennizata da Don Pietro Paolo Monaco ha anticipato alla folla dei fedeli accorsi l idea-progetto di recupero dell antica chiesetta di S.Antonio in Pescolanciano, sotto la regola di S.Basilio, con l ausilio e l interessamento di un gruppo di cavalieri.

Tra le personalità, che hanno reso omaggio al Santo,  erano presenti la marchesa Donna Maria Cristina Serlupi d Ongran nata dei baroni Carbonelli di Letino dama di giustizia, Donna Anna d Alessandro di Pescolanciano e consorte col.Raffaele Passaro, i nob.Giorgio de Petra, Roberto Maresca di Serracapriola, Luca Lapenna,Don Luigi Castiello della Cappella del Tesoro di Napoli. Sono giunti per lettera anche i saluti del presidente gruppo consiliare Salvatore Colagiovanni.

 

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