26-28/06/2009 (L'Aquila) Quinto Pellegrinaggio...

26-28/06/2009 (L'Aquila) Quinto Pellegrinaggio della Real Commissione per l'Italia      
Written by Royal Commission of Italy   

Il 26-27 e 28 giugno 2009, a L'Aquila, si è tenuto a  il tradizionale Pellegrinaggio Nazionale del Sacro Ordine, organizzato dalla Real Commisione per l'Italia. Si è trattato sicuramente di un Pellegrinaggio "particolare", atteso che i Cavalieri Costantiniani hanno sentito il dovere di essere vicini "in charitate Christi" alle popolazioni degli Abbruzzi, duramente colpite dal terremoto dell'aprile scorso.

Erano presenti Cavalieri giunti da ogni parte d'Italia, in particolare, dalla Tuscia,dalla Liguria, dalle Puglie, dalla Lombardia, dalle Marche, da Roma e, naturalmente, dagli Abbruzzi, guidati da S.E. il Balì di Gran Croce di Giustizia Duca Don Diego de Vargas Machuca, Presidente della Real Commissione per l'Italia.

Punto di riferimento spirituale e logistico è stato il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, Patrono degli Abbruzzi, sulla Cui tomba i Cavalieri Costantiniani hanno pregato affinchè le speranze e le attese delle popolazioni colpite dalla immane tragedia non siano tradite.

Il 27 giugno, alle ore 10,30, nella stupenda Cattedrale di Atri, è stata officiata una solenne Concelebrazione Eucaristica in suffragio dei defunti a causa del sisma, presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Michele Seccia, Vescovo della Diocesi di Teramo-Atri, Cappellano di Gran Croce di Merito del Sacro Ordine.

Il Presule, nel corso della omelia, ha incoraggiato i Cavalieri Costantiniani a continuare nella propria missione, secondo le migliori tradizioni della Sacra Milizia. Successivamente, i Cavalieri Pellegrini hanno visitato la Città di Castelli, duramente colpita dalle scosse telluriche, raccogliendosi, poi, in preghiera nella bella Abbazia di Santa Maria di Ronzano.

Domenica 28 giugno i Cavalieri si sono recati a L'Aquila, presso la tendopoli di Piazza d'Armi, ove, alle ore 10,30, hanno partecipato alla S. Messa al campo celebrato dal Rev.do Don Bruno Lima, Delegato del Sacro Ordine per gli Abbruzzi e Molise, il quale, con parole toccanti, ha evidenziato il senso della presenza del Sacro Ordine tra le popolazioni vittime del sisma.

Si ringraziano per la fattiva presenza: il  Cav. di Jure Sanguinis Nob. Roberto Saccarello, Delegato della Tuscia; il Cav. di Giustizia Barone Don Giuseppe Scammacca, Pro Delegato per Roma; il Cav.  Gr. Croce di Jure Sanguinis Nob. Gianmarino delle Piane, Delegato del Piemonte e della Liguria; il Cappellano di Merito con Placca Rev.do Don Bruno Lima, Delegato per gli Abbruzzi e Molise. Un particolare ringraziamento è rivolto al Cav. di Jure Sanguinis Nob. Dario de Letteriis, Delegato delle Puglie, per la impeccabile organizzazione del Pellegrinaggio.


Eccellentissimo Monsignor Michele Seccia, Vescovo di Teramo-Atri,
Reverendi Cappellani,
Eccellenza il Duca Don Diego de Vargas Machuca, Presidente della Real Commissione per l Italia
Nobili Delegati,

Cari Confratelli Cavalieri,

altra era la metà scelta per il tradizionale pellegrinaggio nazionale dell anno 2009, ma il tragico evento del sisma dello scorso dello scorso 6 aprile ci ha chiamati qui, negli Abbruzzi, non solo per  aiutare concretamente le popolazioni vittime del terremoto, m, soprattutto, per dare ancora una volta testimonianza del nostro essere Cavalieri: testimonianza a Dio, alla Chiesa, ai fratelli  bisognosi, a noi stessi.

Negli anni precedenti, il pellegrinaggio nazionale era contraddistinto da un "motto", che diventava il logo del pellegrinaggio stesso: nel 2008, a Loreto, il motto era "in Domo Tua fidentes"; nel 2007, a Viterbo, il motto era "Sub tuum presidium"; nel 2006, a Monte Sant Angelo, il motto era "defende nos in proelio", e cosi via.

Trattandosi di un pellegrinaggio particolare, straordinario e speriamo unico! , la Real Commissione per l Italia ha deciso di non scegliere per il 2009 un "motto", ma di sottoporre alla meditazione, personale e comunitaria, dei Cavalieri Pellegrini il salmo 126, che vi leggo, o meglio, vi rileggo, dopo la meditazione personale di ieri sera ai Vespri:

Se il Signore non costruisce la casa
invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città
invano veglia il custode. 

Invano vi alzate al mattino
tardi andate a riposare
e mangiate pane e sudore:
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno. 

Ecco dono del Signore sono i figli
è sua grazia il frutto del grembo. 

Come frecce in mano ad un eroe
sono i figli della giovinezza.

 Beato l uomo che ne ha piena la faretra:
non resterà confuso quando verrà a trattare
alla porta con i propri nemici.

La Real Commissione non poteva fare una scelta migliore, e potrebbe sembrare, Eccellentissimo Monsignor Vescovo, che la scelta del salmo 126 sia stata studiata anche in armonia con le letture bibliche della liturgia della Parola di questo sabato della XII settimana del tempo ordinario, atteso che la figura di Sara - una donna " avanti negli anni ", alla quale, pur essendo " cessato ciò che avviene regolarmente alle donne " (cfr. Gn. 18, 1-15 ), il Signore fa visita ed annuncia una imminente maternità - e la figura del centurione di Cafàrnao - che chiede a Gesù la guarigione del proprio servo, ottenendola grazie alla sua grande fede, una fede tanto grande da indurre Gesù ad esclamare " in verità vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande " (cfr. Mt. 8, 5-17) - ci parlano, entrambe, di un Dio Creatore e Provvidente, di un Dio che interviene nella storia dell uomo.

A dire il vero, Eccellenza Reverendissima, è stata solo una felice coincidenza.

Ma torniamo al salmo 126, appositamente scelto: "Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode".

Assistiamo ad una lodevole gara di solidarietà per aiutare concretamente la popolazione degli Abbruzzi, duramente colpita dal terremoto, gara alla quale anche noi abbiamo partecipato e continueremo a partecipare.

Vedremo e si spera quanto prima e quanto meglio ! - all opera "i costruttori", ma qual è il posto che riserviamo al Signore? Questo salmo sapienziale ci avvisa in modo inequivocabile che su ogni cosa si leva la presenza decisiva del Signore. Senza il Signore non si costruisce una casa stabile, non si edifica una città sicura e non c è una società giusta. L uomo moderno è convinto di poter fare a meno di Dio, di poter contare sulle sole sue forze. In questo modo l uomo non costruisce nulla di solido e tutto è senza senso, perché tutto ha bisogno della benedizione e del sostegno del Signore, principio e fine di ogni cosa.

Quante volte, cari Confratelli Cavalieri, nella vita di ogni giorno, nelle piccole e grandi cose di ogni giorno, nel nostro lavoro per esempio, crediamo che per avere successo sia sufficiente alzarsi " di buon mattino ", andare a riposare tardi e dare il meglio di noi stessi, il meglio delle nostre forze, della nostra scienza, delle nostre capacità, ritrovandoci alla fine a mangiare " pane e sudore..."?

Il salmo ci avverte che di pane il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Ed anche questo abbiamo sperimentato nella nostra vita quotidiana, allorquando, consapevoli dei nostri limiti, delle nostre debolezze, delle nostre fragilità e perché no? - delle nostre paure ci siamo affidati totalmente al Signore, abbiamo confidato innanzitutto e soprattutto in Lui.

Allora abbiamo costruito solidamente, allora abbiamo raggiunto il vero successo, allora abbiamo realmente vinto, ed abbiamo vinto perché per noi ha combattuto il Signore.

Ed è questo il vero senso della nostra presenza nella terra degli Abbruzzi: siamo qui per testimoniare la Carità di Cristo!

Ecco perché il nostro Pellegrinaggio comincia oggi, in questa splendida Cattedrale di Atri, innanzi all Altare di Cristo e finirà, domani, nella tendopoli di Piazza d Armi all Aquila, innanzi all Altare di Cristo.

Siamo consapevoli che: "Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode".

Abbiamo questa certezza e, oltre agli aiuti materiali, vogliamo testimoniare questa verità ai nostri fratelli bisognosi.

In tutto questo trova fondamento anche il nostro essere Cavalieri di Cristo, nella plurisecolare tradizione del Sacro Ordine.

Siamo autentici Cavalieri quando siamo consapevoli che la nostra "Buona Battaglia" consiste nell impegno quotidiano affinchè il Signore abbia il primo posto nella società in cui viviamo.

Ma per combattere la "Buona Battaglia" nel mondo, dobbiamo combattere la "Buona Battaglia" in noi stessi, mettendo il Signore al primo posto quando "costruiamo" la nostra vita.

Per fare questo dobbiamo affidarci a Lui, confidare in Lui, nella assoluta certezza che con le sole nostre forze non potremo mai "costruire" nulla di solido; nella assoluta certezza che il Signore darà pane ai suoi amici: persino nel sonno.

Atri, Chiesa Cattedrale, 27 giugno 2009

Cav. di Jure Sanguinis Nobile Avv. Dario de Letteriis

 

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