16/01/2010 (Napoli) Santa Messa per la ...

16/01/2010 (Napoli) Santa Messa per la ricostituzione della Delegazione di Napoli e Campania      
Written by Delegation of Naples and Campania   

Un ..ritorno a casa !

A Napoli lo scorso 16 gennaio 2010 una luminosa giornata di sole ha accompagnato la celebrazione del genetliaco del Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, S.A.R. l Infante don Carlos di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Calabria. Nell occasione si è svolta anche la cerimonia di  benedizione del vessillo della ricostituita Delegazione di Napoli e Campania della Sacra Milizia.

Un momento di forte emozione cominciato con il ritrovo dei Cavalieri sul sagrato della Chiesa prima della celebrazione in attesa di accogliere i Dignitari dell Ordine, che avevano da tempo annunciato la loro presenza in questo giorno così ricco di significato e per il quale la Delegazione di Napoli ha scelto la Chiesa dell Ascensione , posta nel pieno centro del quartiere di Chiaia, e gremita in ogni sua parte per l occasione.

Hanno onorato la Delegazione di Napoli con la loro presenza il Presidente della Real Deputazione S.E. Balì Cavaliere di Gran Croce di Giustizia decorato del Collare l Ambasciatore don Paolo dei Baroni Pucci dei Baroni di Benisichi, il Presidente della Real Commissione per l Italia Balì Gran Croce di Giustizia S.E. Duca don Diego de Vargas Machuca Gentiluomo di Sua Santità, il Vice-Presidente della Real Commissione per l Italia S.E. Cavaliere di Gran Croce di Giustizia l Ambasciatore don Giuseppe Bonanno Principe di Linguaglossa.

In rappresentanza di S.A.R. il Gran Maestro dell Ordine, è stata particolarmente apprezzata la presenza di S.A.R. la Principessa Donna Inés María Alicia Ana Isabel di Borbone-Due Sicilie e Orléans, Dama di Gran Croce di Giustizia e membro della Real Deputazione la quale ha letto le preghiere dei Fedeli , unitamente al consorte Nobile Michele Carrelli Palombi dei Marchesi di Raiano, Cavaliere di Gran Croce di Giustizia.

Anche le Delegazioni italiane si sono strette, in un sincero e confraterno abbraccio alla neo-ricostituta Delegazione di Napoli: erano presenti la Delegazione di Lombardia con i membri della Real Commissione per l Italia Cav. di Jure Sanguinis Nob. Giuseppe Barranco di Valdivieso e Cav. di Merito con Placca d Argento Fabio Gigante con le loro Consorti, la Delegazione di Liguria e Piemonte con il Delegato Cav. di Gran Croce di Jure Sanguinis Nob. Gian Marino delle Piane ed altri Confratelli con le loro Consorti, la Delegazione di Roma con il Pro-Delegato Cavaliere di Giustizia Giuseppe Scammacca ed altri Confratelli, la Delegazione delle Puglie con il Delegato Cav. di Jure Sanguinis Nob. Dario de Letteriis ed altri Confratelli con le loro Consorti, la Delegazione della Tuscia e Sabina, con il Delegato Cav. di Jure Sanguins con Placca d Oro Ministro Plenipotenziario Nob. Roberto Saccarello altri Confratelli, il Delegato dell Abruzzo Rev. Don Bruno Lima Cappellano di Merito con Placca d Argento con altri Cavalieri.

Particolarmente apprezzata, inoltre, è stata la presenza del delegato dell Ordine del Principato di Catalogna, Cavaliere di Gran Croce di Merito S.E. Francisco Javier Montesa y Manzano, accompagnato dal Cappellano della Delegazione, Padre Victor Barrallo C.O.

Accolte le Autorità dell Ordine, la consueta processione, con in testa il Simbolo della Croce Costantiniana, ha preceduto l ingresso in Chiesa di tutti i Confratelli e la successiva sistemazione nei rispettivi banchi assegnati dal Cerimoniale della Delegazione di Napoli. Davvero forte l emozione dei presenti, confratelli e non, nel poter vedere tanti Mantelli azzurri gremire la Chiesa dell Ascensione a Chiaia, nel pieno cuore della Città.

La liturgia, nell impossibilità all ultimo momento di essere presieduta da parte di S.Em. Rev.ma il Sig. Cardinale Dario Castrillon Hoyos, Balì Gran Croce di Giustizia e Gran Priore della Sacra Milizia, è stata celebrata dal Vice Primo Cappellano per l Italia Rev. Don Fabio Fantoni, Cappellano di Merito con Placca d Argento, con l ausilio del Rev. Prof. Don Vincenzo Branno Parroco dell Ascensione. Don Fabio Fantoni, ha inteso ringraziare le Autorità dell Ordine per la loro presenza ed il Rev. Prof. Don Vincenzo Branno per aver aperto le porte della meravigliosa Chiesa dell Ascensione; nello stesso tempo ha spiegato di aver ricevuto l invito del Gran Priore dell Ordine a sostituirlo nella odierna celebrazione attesa la sua materiale impossibilità a celebrare per una noiosa influenza, per la quale i medici hanno vivamente sconsigliato il viaggio da Roma.

La lettura del Santo Vangelo è stata affidata a Padre Rocco Ronzani O.S.A., Cappellano di Merito della Delegazione di Tuscia e Sabina; la lettura del sabato precedente la seconda domenica del Tempo Ordinario è tratta dal Vangelo di Giovanni e racconta del noto episodio delle "nozze di Cana" (Giovanni  2, 1-12).

Nella sua omelia dopo la lettura del Santo Vangelo, il Celebrante, Rev. Don Fabio Fantoni, ha salutato questo giorno a Napoli come un "( ) giorno di festa perché ritorniamo a casa. Portiamo una Croce che si è manifestata  perché il nostro corpo e il nostro Spirito ne fosse segnato. Come portiamo la nostra croce, quella sul nostro cuore venuta con il battesimo, dobbiamo saper portare anche quella sul nostro mantello. La Chiesa sta portando tante croci nel mondo e dobbiamo come Cavalieri Costantiniani aiutarla. Il nostro ritorno a Napoli è un fatto, non una sfida, ma semplicemente un fatto! ( )". Don Fabio ha concluso l omelia rinnovando l invito ai confratelli presenti a testimoniare la nostra Fede Cattolica in ogni momento della giornata, ed a vivere secondo quei principi che proprio Gesù ci ha insegnato.

A tal punto è intervenuto il Delegato dell Abruzzo Rev. Don Bruno Lima, segretario privato di S.Em. Rev.ma il Sig. Cardinale Dario Castrillon Hoyos, che ne ha letto ai presenti una lettera personale nella quale l Alto Prelato comunicava, estremamente rammaricato, i motivi della sua forzata assenza, imposta solo da i medici, chiedendo di considerarlo comunque presente in questo momento così denso di significato, e formulando i più sentiti auguri di buon lavoro alla Delegazione ed inviando una sua particolare benedizione.

Dopo la parte liturgica il Celebrante ha dato al parola al Presidente della Real Deputazione, in rappresentanza del Gran Maestro, che ha centrato il suo intervento evidenziando l importanza della data odierna nella quale si celebra la ricostituzione della Delegazione di Napoli, proprio nel giorno del genetliaco del Gran Maestro. Il Presidente della Real Deputazione ha anche ricordato come: "( ) l occasione odierna è una occasione importante, costituendo la vera testimonianza della rinascita di una Delegazione dell Ordine a Napoli.  Nel rispetto della pari dignità formale di tutte le Delegazioni della Lingua d'Italia, mentiremmo a noi stessi se non riconoscessimo che Napoli, antica Capitale del Regno, ha una sua importanza tutta particolare nella storia dell'ordine. Dopo Roma, sede mitica e costitutiva del primo nucleo di cavalieri dopo l'apparizione della coscia Costantino, dopo Bisanzio e per molti anni ha rappresentato la vita della centralità dell'ordine, e dopo Parma, Napoli è stata epicentro delle glorie, degli oneri e degli onori dell'Ordine Costantiniano.  Quello di oggi è un evento importante e molto significativo, per noi e per il nostro amato Gran Maestro come può testimoniare la presenza di Sua Altezza Reale la Principessa Donna Inés María Alicia Ana Isabel di Borbone-Due Sicilie e Borbone Orléans, Dama Gran Croce di Giustizia, membro della Real Deputazione dell Ordine. A nome di S.A.R. il nostro amato Gran Maestro, e delle Autorità dell Ordine, desidero ringraziare Diego de Vargas Machuca, Carlo de Gregorio Cattaneo e Jacopo Fronzoni, ciascuno per la parte di propria competenza, per aver consentito che questa Delegazione a Napoli e risorgesse e siamo certi che verrà affidata a cura, attenzione, sollecitudine e successo.    Non intendiamo riferirci soltanto al passato, ma anche vivere appieno nel nostro tempo, quel tempo che la Provvidenza ci ha assegnato, e desideriamo farlo nel segno di quei valori che intendiamo professare e dare testimonianza: decoro, dirittura morale, spirituale levatura.  Se di questi valori sapremo dar segno nella difesa della Fede e nella pratica della carità verso gli umili e i bisognosi, se sapremo veramente farlo, allora saremo stati fedeli ai valori della tradizione ; ricordiamo tutti che, quanto più sapremo essere attenti interpreti di questi valori, tanto più la Croce vittoriosa che apparve a Costantino illuminerà i nostri passi e vedremo in numero sempre maggiore quanti ci osservano, quanti ci criticano, venire ad ingrossare le nostre fila.  Nel segno di una realtà, e mi riferisco alle parole che Don Fabio ha voluto pronunciare poc'anzi, perché noi siamo il segno di una realtà, non di una sfida! E una realtà si afferma proprio con la propria capacità di dare, per primi, l'esempio (... )".

Prima dei riti di conclusione il Presidente della Real Commissione per l Italia, ha chiesto all assemblea di unirsi a lui nella recitazione della Preghiera del Cavaliere Costantiniano.

A questo punto il Rev. Padre Enrico Bosoni, Cappellano di Jure Sanguinis e Cappellano Capo per l Italia della Sacra Milizia, ha proceduto alla benedizione della bandiera della Delegazione di Napoli e Campania, portata dal Delegato Cavaliere di Giustizia Marchese Avv. don Carlo de Gregorio Cattaneo di Sant Elia.

Particolarmente apprezzata è stata la presenza di Mons. Vincenzo de Gregorio, Abate Prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro e già Direttore dei Conservatori di Avellino e di San Pietro a Majella, che, con la sua consueta e strabiliante maestria, ha accompagnato all organo la intera celebrazione.

Nel solco, dunque, di una storia e di una tradizione secolari, tutte legate alla Primogenitura Farnesiana, riprenderanno le attività spirituali, culturali ed assistenziali della Delegazione di Napoli e Campania, che, nel rispetto degli Statuti dell Ordine, perseguirà con la sua opera la "( ) Glorificazione della Croce, la Propaganda della Fede, e la difesa della Santa Romana Chiesa ( )" non senza conciliare "( ) le sue secolari istituzioni, con le esigenze dei tempi, che per la loro evoluzione hanno trasformato tutto il regime della odierna società ( )" e, pertanto, "( ) dare il suo maggior contributo di azione e attività alle grandi opere eminentemente sociali dell'assistenza ospedaliera e della beneficenza ( )".

 


 

La Chiesa dell Ascensione, oggi Parrocchia affidata da circa trent anni alla amorevole cura del Parroco Rev. Prof. Don Vincenzo Branno, fu edificata sul luogo di una precedente chiesa trecentesca officiata dai Celestini. La leggenda narra che  sia stata riedificata per desiderio di Michele Vaaz Conte di Mola al quale, nella notte del 3 maggio 1617, vigilia dell Ascensione, sarebbe apparso in sogno San Pietro Celestino con la mano in segno di aiuto. In segno di devozione e gratitudine intese edificare una nuova Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo (Sant eponimo), a Sant Anna (dal nome della moglie) e, naturalmente, a San Pietro Celestino che gli era apparso in sogno, spendendo per tale opera e per l acquisto di terreni adiacenti l antico convento dei Celestini ed il suo stesso palazzo gentilizio. Alla sua morte, nel 1623, gli eredi eseguirono le sue volontà affidando nel 1626 il progetto al grande architetto Cosimo Fanzago (che vi lavorò fino al 1645) e, nel 1657, la Chiesa assumeva la sua veste definitiva anche grazie a pregevoli opere pittoriche affidate al Maestro Luca Giordano. Fu successivamente più volte rimaneggiata dal 700, ed oggi  presenta una pianta a croce greca ed è preceduta da un pronao in piperno a tre arcate. L'interno è a croce greca, segnato da un presbiterio rettangolare e da un'alta cupola (realizzata nel 1767 in sostituzione di quella "fanzaghiana"). Di eccellente fattura sono i tre altari, quello maggiore del Gentile (1738), gli altri del Bastelli (1734). La pala dell'altare maggiore è una delle più splendide creazioni di Luca Giordano, non firmata ma siglata e datata 1757, che rappresenta "La perdita del trono celeste di Lucifero e la sua cacciata dal Paradiso per opera di San Michele". Allo stesso autore è attribuita la cona del transetto di destra ove si possono ammirare Sant'Anna e la Vergine.  Sull'altare opposto vi è, invece, un dipinto dello Spinga (secolo XVIII) che rappresenta San Celestino V all atto del "gran rifiuto", la nota rinuncia al papato. Altri dipinti con storie del Santo sono poste sulla sovrapporta della chiesa (autore sempre Spinga); in sacrestia, invece, si trovano quattro tele con miracoli del Santo attribuiti a G.B. Lama (1730 circa).

 

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