13/10/2011 (Milano) - conferenza sulle...

13/10/2011 (Milano) - conferenza sulle Chiese Cattoliche Orientali      
Written by Delegation of Lombardia   
Chiese Cattoliche Orientali: uno sguardo su una realtà a noi vicina
Padre Michele Pirotta - cappellano della comunità italo-albanese e greco-cattolica di Milano

Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Sala dei Cavalieri
Giovedì 13 ottobre 2011

In occasione della Santa Messa mensile di ottobre, la Delegazione della Lombardia ha organizzato una
conferenza sulle Chiese Cattoliche Orientali a cui la nostra Sacra Milizia è legata storicamente e spiritualmente a ragione delle proprie origini. Obiettivo principale di questo incontro era avvicinare le Dame, i Cavalieri e gli Amici della Delegazione alla realtà del Seminario dell Eparchia di Oradea (Romania) che sarà sostenuto all interno delle attività caritative della nostra Delegazione.

INTRODUZIONE
Padre Pirotta inizia il suo dialogo spiegando come la Chiesa d Oriente contempli fra le sue famiglie rituali quella Bizantina: certamente la famiglia rituale numericamente più consistente, e maggiormente diffusa nel mondo (causa la diaspora seguita a situazioni socio-politiche recenti).
Una famiglia purtroppo divisa in due, fra le Chiese Bizantine scismatiche (comunemente dette Ortodosse, in quanto pretendono d aver conservato la retta opinione ) e la Chiesa Bizantina Greca Cattolica: situazione che vede comunione di riti e validità di Sacramenti, e purtroppo divisione gerarchica. Parte della Chiesa Bizantina Cattolica (o Greco-Cattolica) risiede nel territorio dell attuale Romania.

LA CHIESA BIZANTINA CATTOLICA IN ROMANIA: La Storia
Il Papàs (così come vengono chiamati i sacerdoti cattolici bizantini) Pirotta prosegue delineando i tratti salienti di tale Chiesa. Originariamente scismatica, la comunità bizantina romena divenne Chiesa Greco Cattolica su spinta degli Asburgo (sec. XVII), quando Transilvania e Banato erano parti del Regno Apostolico d Ungheria. La creazione del Regno di Romania non mutò, di fatto, la situazione: nello stato coesistevano le due comunità bizantine, quella Cattolica e quella ortodossa.
Nel 1948, causa la repressione ordinata da Stalin stesso, la Chiesa Cattolica venne dichiarata fuorilegge: i sei Vescovi vennero tutti internati in un campo di rieducazione: perirono, e uno di loro, Mons. Aftenie, venne martirizzato nel 1950, dopo il suo rifiuto di convertirsi all ortodossia.
La continuità della successione apostolica di rito bizantino fu garantita dalla consacrazione episcopale, avvenuta segretamente nella Nunziatura Apostolica, del P. Alexander Todea, che dopo anni di detenzione, si attivò in modo clandestino a riorganizzare la Chiesa Greco cattolica in Romania, e venne per questo creato Cardinale nel 1991.
Attualmente la Chiesa Greco Cattolica Romena, a norma del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, è una chiesa sui iuris organizzata in comunione con Roma. La Chiesa greco cattolica romena non ha un Patriarca, ma un Arcivescovo Maggiore (per non compromettere il dialogo con gli scismatici), che di concerto col Santo Sinodo ha affidato a Mons. Virgil Bercea, Eparca di Oradea, la cura dei Romeni greco-cattolici nel mondo.
L accordo fra Mons. Bercea e la Diocesi Ambrosiana prevede che Papàs Pirrotta, del Clero di Oradea, sia dunque il responsabile non solo dei romeni, ma di tutti i Greco Cattolici presenti nella terra di Sant Ambrogio.

LA CHIESA BIZANTINA CATTOLICA IN ROMANIA: Presente e Futuro
Ma qual è lo stato di salute della chiesa bizantina cattolica in Romania? La Chiesa oggi sopravvive. Le vocazioni, specie di clero uxorato, sono abbondantissime. Vi sono facoltà teologiche riconosciute dallo stato, e sono stati riaperti i Seminari, dove si formano tutti i candidati (compresi quelli uxorati, che vi abitano con le famiglie). A Oradea vi è un grande seminario del 1700, dove la formazione comprende momenti liturgici e di vita comunitari, cui partecipano anche le famiglie. I Vescovi favoriscono l Ordinazione di uomini sposati.
L aspetto economico è quello più problematico: la crisi si è fatta sentire anche in Romania, dove permane ulteriormente una mentalità statalista di stampo sovietico, che frena ogni iniziativa privata; il contributo statale per il sostentamento del Clero è ulteriormente ridotto.
Il sistema statale contributivo è problematico: lo Stato decide, in base a parametri propri, il fabbisogno di ogni comunità ecclesiale (Cattolica e Ortodossa): attualmente, un sacerdote greco cattolico, percepisce un assegno di € 150 mensili. L abbondanza di Clero e i costi della vita fanno comunque difettare denaro per la Chiesa; ad Oradea la restituzione della cattedrale (sequestrata nel 1948 e affidata agli Ortodossi), e il suo restauro ha appesantito la situazione, e sono ancora aperti contenziosi con gli Ortodossi per ottenere la restituzione di altri Chiese e beni greco-cattolici.


IL SOSTEGNO DEL SEMINARIO
Il sostentamento di seminarista costa all Eparchia circa € 1200 annui (spese suddivise fra costi di facoltà teologica, vitto e alloggio, assicurazione sanitaria minima). Il Seminario provvede a tutto, sia per gli studenti interni che per gli esterni. Vi sono attualmente 59 seminaristi, e si prevede l ingresso di altri 19 studenti. Purtroppo spesso l Eparca Mons. Bercea si vede costretto a diluire nel tempo le ordinazioni, per ragioni economiche.
Non manca la cura di promuovere agli studi i migliori, che frequentano corsi per il grado di Licenza. L eparchia di Oradea non cura solo attività legate alla formazione del Clero: alcuni seminaristi sono stati inviati nella diocesi Ambrosiana per apprendere lo stile degli Oratori, mentre si fa urgente la costituzione di case per anziani (una pensione ammonta a € 60 mensili, che basta a malapena a pagare affitto e utenze).

LA PRESENZA GRECO CATTOLICA A MILANO
A Milano, la presenza Greco Cattolica vede il suo centro presso la monumentale Chiesa di San Maurizio (Corso Magenta):
presenza iniziata negli anni bui della cortina di ferro dal compianto Prefetto della biblioteca Ambrosiana e Biblista di fama internazionale Mons. Alfredo Galbiati, Archimandrita, che curava sia gli Italo Albanesi migrati a Milano e provenienti dalle Eparchie di Lungro (Calabria) e Piana degli Albanesi (Sicilia), sia i vari bizantini (cattolici e ortodossi) giunti da ogni dove a Milano. Oggi la cura di San Maurizio è rivolta a tutti i greco cattolici: la Liturgia è celebrata domenicalmente prevalentemente in lingua greca, con parti occasionalmente in albanese, italiano e romeno.

 

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